Sono venuta ad abitare a Cassina nel 1979, da Milano, dove ero andata per frequentare l’università e, alla vigilia della laurea, avevo conosciuto il ragazzo che da 36 anni è mio marito. Siamo arrivati con due figlie, Daniela e Giulia, e l’anno dopo è arrivata Silvia. Ora ho anche tre nipoti e una quarta in arrivo.
Avevo ed ho un lavoro che mi piace: studio e insegno storia della filosofia medievale all’Università Cattolica. Anche se non è stato sempre facile, sono riuscita a conciliarlo con gli impegni familiari.
Fino alla fine degli anni Novanta ho partecipato alla vita di Cassina seguendo la vita scolastica delle figlie (sono stata più volte rappresentante di classe) e le varie attività connesse, e svolgendo attività di volontariato nel Cif, una associazione di ispirazione cristiana, che si propone di aiutare le donne a prendere consapevolezza del contributo che possono dare alla società civile, proprio in quanto donne, e naturalmente a darlo (attualmente il Cif non è più presente nel territorio comunale, ma sono rimasta iscritta, in quello di Bussero, e ricopro la carica di presidente regionale).
Quattordici anni fa ho seguito e sostenuto con simpatia la nascita del PROGETTO CASSINA SANT’AGATA: il logo si ispira, stilizzandola, a una litografia di mia mamma, raffigurante quello che lei chiamava “il ponticello”.
Nel PROGETTO ho apprezzato soprattutto lo spirito di gruppo, la capacità del “gioco di squadra” per il bene comune, cioè per il bene del singolo insieme a tutti gli altri membri della comunità di cui fa parte.
Ora che i miei impegni familiari si sono fatti meno pressanti, ho pensato che della squadra poteva far parte anche una nonna, con la sua ormai discreta esperienza di vita di donna, di moglie, di madre e di nonna, non certo disposta a rinunciare a esserlo.
Ma un po’ per carattere, un po’ per la mia esperienza di volontariato come presidente regionale del Cif della Lombardia, penso di poter dare il mio contributo alla realizzazione del PROGETTO CASSINA SANT’AGATA intessendo e rinsaldando reti, cioè stringendo o coltivando rapporti tra realtà simili o diverse e complementari sia all’interno del Comune, che nell’area della Martesana, della Provincia, della Regione Lombardia e anche dell’Europa, anche perché ricordo con vero piacere tanti incontri con abitanti di Elancourt e soprattutto i primi passi del gemellaggio con Achillion, che ho vissuto da protagonista insieme al professor Panos Karaiorgos.
Alessandra Tarabocchia
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