A Cassina de’ Pecchi per il manifesto sulla presentazione del PGT di lunedì 17 scorso è stata scelta giustamente un’immagine che rispecchia con forza l’identità del paese, un’immagine nella quale diverse generazione di cassinesi si possono riconoscere, un’icona dell’educazione alla cittadinanza, dell’evoluzione culturale, dell’integrazione delle diversità e quindi dell’appartenenza alla comunità locale: l’edificio della attuale Scuola Media Statale Giovanni Falcone di via Sirio.
Proprio tale edificio, insieme ad altri (scuole, palestre, campi sportivi...) nei quali si è costruita e consolidata la memoria sociale del nostro comune, sarebbe rottamato, raso al suolo, cancellato dalla realizzazione del piano di sviluppo del "paese dei sogni" della attuale amministrazione, lo stesso PGT presentato, appunto.
Cassina non è nata come paese, lo è diventata; si è sviluppata in orizzontale, senza un nucleo centrale storico. Questo che poteva essere un difetto, è diventato negli anni un punto di forza: i bambini potevano recarsi per lo più da soli e a piedi, ai diversi centri sportivi e sociali. Questa dimensione orizzontale, polifunzionale, poco auto-dipendente e per niente auto-centrica ha favorito la trasformazione di un paese-dormitorio in una comunità locale con alcuni punti di riferimento, tra i quali oratori, scuole, campi sportivi e palestre.
Quando tutte le tendenze dell’urbanistica puntano sul recupero, sulla ristrutturazione, sul mantenimento/manutenzione dell’esistente, a Cassina decolla lo sviluppo insostenibile, il cemento nuovo in cambio del vecchio...
Curioso che proprio una struttura ritenuta inutile nel nuovo scenario del paese, sia posta a sfondo del manifesto citato!
Franca Marchesi, 18 Settembre 2012
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