Le ultime scelte governative, iniziate dal Governo Berlusconi e proseguite con il Governo Monti, hanno ridotto drasticamente le risorse degli enti locali e in particolare quelle dei comuni.
L’indurimento del patto di stabilità, l’introduzione dell’IMU e la mancata introduzione di una patrimoniale "seria" che vada a colpire i grandi patrimoni e le rendite (e non esclusivamente le prime case), fanno si che il ruolo dei comuni, per dirla con le parole del Presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), sono ridotti a "gabellieri dello stato che non erogano più servizi".
Queste politiche scellerate, che puntano a una pura ristrutturazione contabile, stanno portando le Amministrazioni Comunali a svendere il patrimonio pubblico, ritardare lavori indispensabili e a tagliare i diritti costituzionali pur di chiudere i bilanci secondo le "regole".
Secondo noi, qualunque sia l’apparenza politica di un’Amministrazione, esiste un dovere primario del Sindaco che è quello di tutelare i diritti dei suoi cittadini e questo dovrebbe prevalere sul rispetto di una norma finanziaria.
Se una scuola ha bisogno di manutenzione perché deve essere messa in sicurezza, questo va fatto e non c'è patto che tenga, ricordiamo che è in gioco la vita dei nostri bambini. Inoltre le imprese che compiono quel lavoro devono essere pagate perché i lavoratori non possono restare senza stipendio per permettere al Comune di rispettare il patto di stabilità.
Per questi motivi abbiamo proposto alle forze di opposizione di presentare un ordine del giorno che richiamasse la proposta di delibera della giunta dell’ANCI approvata all’unanimità nel Consiglio Nazionale dello scorso 29 febbraio.
Tale proposta prevede di stralciare dal computo, ai fini della verifica del patto di stabilità, le spese per l’edilizia scolastica, quelle relative alle emergenze straordinarie e al soddisfacimento dei diritti civili e sociali della comunità, con particolare riguardo ai disabili, le spese obbligatorie a carico dei Comuni previste da leggi dello Stato e quelle per opere in corso già avviate.
Ora non ci resta che attendere un voto positivo del Consiglio Comunale e successivamente l’approvazione di una delibera di Giunta che preveda le deroghe al patto di stabilità come obbiezione di coscienza a una legge che mette al centro il giudizio dei "mercati" anziché i diritti dei cittadini.
Tommaso Chiarella - "Coordinamento della Sinistra per Cassina", 6 Maggio 2012
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