Periodicamente mi chiedo: che cosa fa notizia? Perché certe notizie cadono nel vuoto? Perché certi fatti drammatici, indecenti o decisivi affondano ben presto nell’oblio? Perché i ricordi di alcune tragedie, come ad esempio l’assassinio del Sindaco Angelo Vassallo, crivellato di colpi sotto casa il 6 settembre 2010, sembrano aver imboccato il "tunnel dei neutrini"?
Sappiamo tutti che da sempre è l’uomo che morde il cane a fare notizia. Ma possibile che gli "svarioni" del ministro Gelmini suscitino ondate di commenti, mentre l’ esecuzione capitale di Troy Davis, sulla cui colpevolezza sono sorti da più parti seri dubbi, meriti a stento un commento? Si tratta della decisione della Corte Suprema degli USA - la più grande democrazia del mondo - di negare l’appello dopo la sentenza dello Stato della Georgia...
Forse per troppo tempo all’ascolto, al confronto e al dialogo si sono sostituiti i litigi virtuali dei talk show televisivi e del web.
Il disimpegno è prevalso e abbiamo considerato il declino e il degrado come qualcosa di ineluttabile, come i "corsi e ricorsi storici".
L’indifferenza è stata coltivata come una virtù che consentiva di godere con entusiasmo dei consumi a nostra disposizione e di non soffrire di fronte alla graduale mutazione dei diritti di tutti (istruzione, salute...) in lussi per chi può permetterseli. Abbiamo consentito che si chiamassero "riforme" drammatici tagli "orizzontali"; che sparissero i consultori e gli investimenti nel sociale in cambio di svagate promesse neoliberiste.
Poi... pochissimi mesi fa, contro ogni previsione, è accaduto qualcosa. Nell’ordine: la piazza "Se non ora qu ando", i risultati delle amministrative e, subito dopo, quelli strepitosi dei referendum; una domanda netta di radicale cambiamento, una ventata di speranza per molti, segnali precisi che qualcosa smarrito per strada non era andato perduto per sempre.
Chi sa spiegare perché non è stata sostenuta questa energia, perché il tutto è stato lasciato sgonfiare e ben presto si è tornati ai consueti paludosi scenari che nascono dall’opportunismo e dai calcoli di convenienza individuali? Lo chiederei a un illuminato opinionista, a un politologo, a un filosofo o anche a un prete; ma la Chiesa oggi è impegnata a sdoganare le proprie vergogne interne (se non ora, quando?) e solo saltuariamente e con poca forza trova spazio per prendere posizione contro un potere e una politica imperante che calpesta quotidianamente l’etica, la moralità pubblica e il comune senso del pudore.
Franca Marchesi, 25 Settembre 2011
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