Non sappiamo di quali cattolici il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana volesse "captare la benevolenza" dicendo NO alla scuola pubblica, NO ai gay, MAI adozioni per i single (anche i vedovi?), SI all’aumento dei sottosegretari. Tutte affermazioni naturalmente che, come le bestemmie, vanno "contestualizzate"...
Sappiamo che i cattolici che conosciamo noi, se iscrivono i figli alla scuola paritaria, non è per dispregio dell’istruzione pubblica o per avere una scuola in cui i figli non accostino idee diverse dall’insegnamento famigliare (= pensiero unico). Lo fanno perché alla scuola pubblica non c’è più un tempo pieno che si rispetti. Lo fanno perché la scuola statale è stata talmente impoverita di risorse da non poter più garantire un’offerta formativa adeguata.
Gli insegnanti delle scuole pubbliche "inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie". Non si tratta di affermazioni di un avventuriero senza scrupoli, ma del Presidente del Consiglio dei cittadini italiani che pronuncia parole incuranti di fomentare la sfiducia nell’istruzione pubblica, l’omofobia dilagante e l’ipocrisia formato famiglia. Queste parole non possono essere un manifesto di riavvicinamento sui temi della famiglia e della scuola, riavvicinamento da incassare "con la benedizione di Santa Romana Chiesa e il consenso dei più. Gli indifferenti".
Cosa c’è di più lontano dai valori cristiani? Cosa di più contrario al dettato in materia della Costituzione italiana?
La "contestualizzazione" arriva, prontamente, nel comunicato seguente:
Domenica 27 Febbraio 2011 - 16:09
ROMA - «Come al solito anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate da una sinistra alla ricerca, pressochè ogni giorno e su ogni questione possibile, di polemiche infondate, strumentali e pretestuose». Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un comunicato.«Desidero perciò chiarire nuovamente - prosegue il presidente del Consiglio nel comunicato - senza possibilità di essere frainteso, la mia posizione sulla scuola». «Il mio Governo - sottolinea Berlusconi - ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell'Università, proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell'educazione dei nostri figli in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati».
Meno male! Chi ne avesse bisogno, può sentirsi immediatamente rassicurato. Per maggiore tranquillità può rivolgersi anche alla Legge fondamentale dello Stato. Nell’art.33 si può leggere:
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedano la parità deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. (Equipollente: equivalente quanto al valore o agli effetti (Zingarelli)).
...e si può anche riascoltare qualche chiarimento fornito da alcuni passaggi del discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950:
[...] nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola "l'ordinamento dello Stato", sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. [...] Anche la scuola è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. [...] la scuola corrisponde a quegli organi che nell'organismo umano hanno la funzione di creare il sangue [...] Prima di tutto la scuola pubblica. Prima di esaltare la scuola privata bisogna parlare della scuola pubblica. La scuola pubblica è il prius, quella privata è il posterius. Per aversi una scuola privata buona bisogna che quella dello Stato sia ottima. Vedete, noi dobbiamo prima di tutto mettere l'accento su quel comma dell'art. 33 della Costituzione che dice così: "La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi". [...] La scuola di Stato, la scuola democratica, è una scuola che ha un carattere unitario, è la scuola di tutti, crea cittadini, non crea né cattolici, né protestanti, né marxisti [...].
Per finire, raccontiamola giusta anche sul turismo scolastico. Si chiama "Dai mille a un milione di studenti alla scoperta dell'Unità d'Italia" l'iniziativa nata dalla sinergia tra Michela Brambilla, ministro del Turismo e Maria Stella Gelmini, ministro dell'Istruzione e dell'Università. Per promuovere i viaggi scolastici nei luoghi storici del Risorgimento e celebrare il centocinquantesimo anniversario dell'Unità. "I viaggi di istruzione" - ha sottolineato Brambilla - "rappresentano una quota significativa del turismo, soprattutto in questo periodo dell'anno”.
Peccato che i viaggi vengano sottoposti all’approvazione di Collegi Docenti e Consigli d’Istituto in ottobre (comunque entro gennaio) e l’ostacolo maggiore alla loro realizzazione sia, ancora una volta, l’annullamento nell’orario dei docenti delle ore necessarie per la loro organizzazione e per la copertura delle classi che restano in istituto. Problemi ai quali non viene ovviato dal ripristino della “diaria”, come richiesto dagli operatori del settore turistico (!).
Franca Marchesi Ubertis, 27 Gennaio 2011
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