Nessuna difficoltà a riconoscere che il discorso del Vice Sindaco Guido Parati è stato un buon discorso, condivisibile in larghissima parte.
Nessuna difficoltà ad ammettere che il discorso a braccio del Sindaco On. Claudio D'Amico, soprattutto quando ha detto 2 volte che era presente perchè condivideva (ecc, ecc) e non per semplice dovere istituzionale, perchè non era obbligato... è stato un passo avanti rispetto ad altre “uscite leghiste in Italia”
Anche se, su questo ultimo punto vorrei semplicemente ricordare a lui ed a quanti la pensano come lui che casualmente il XXV Aprile cadeva di domenica, ma è una Festa Nazionale e quindi l'Istituzione Sindaco è tenuto ad essere presente.
Fa nulla se il discorso a braccio in certi punti è sembrato un po' contorto, alla ricerca del dire e non dire, insomma ci fosse stata Paola Cortellesi, avrebbe potuto imitarlo come imitava la Moratti che non riusciva a dire “scuola pubblica”...
Ma, almeno una volta W l'Italia potevano il Vice Sindaco o il Sindaco dirlo?
Viviamo tempi tristi. Ci tocca cantare a squarciagola l'Inno di Mameli, che ammettiamolo tutti è un po' bruttino. Non possiamo più dire “Forza Italia” quando vediamo una manifestazione sportiva in cui sono impegnati gli italiani. Facciamo fatica a scrivere poesie d'amore, perchè oltre al fatto che le scrive Bondi, rischiamo di parlare del “Partito dell'Amore”. Non chiamiamo più nostro padre “papi” perchè subito si materializzano le varie Noemi. Non possiamo mangiare più una trota altrimenti ci dicono che siamo comunisti e mangiamo i bambini.
Insomma una vitaccia.
Ci toccherà concludere ogni riunione con W l'Italia.
Giuro che da oggi lo faccio.
Roberto Bertolotti, 26 Aprile 2010
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