Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Istruzione pubblica a Cassina
Il Piano dell'Offerta Formativa non deve essere solo una dichiarazione d'intenti
Nel Gennaio 2012 abbiamo proposto alla maggioranza guidata da D'Amico la creazione di una Commissione che, coinvolgendo tutti coloro che si occupano di Scuola, rilanciasse il Diritto allo Studio e si occupasse del rapporto tra il Comune e le Scuole. PDL e Lega hanno bocciato la nostra proposta preferendo chiudere, tenere nascosco e limitarsi al minimo indispensabile.

Istruzione pubblica a Cassina, una proposta da mettere alla prova subito: attivare la Commissione Consigliare a termine sulla scuola per aggiornare, rilanciare e rendere partecipato il PIC1, per far tornare la scuola al centro del dibattito sul futuro del Paese, per ottimizzare le risorse e rendere efficaci e condivise dai cittadini le scelte collegiali delle componenti del Comprensivo.

Maria Chiara Carrozza (Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca) in proposito ricorda: "(...) il progresso della scuola non è tanto l’interesse di una singola categoria ma della collettività. Il patto 'più servizi per le famiglie, più risorse per la scuola' è una strada che offre spunti positivi per il rilancio". L’approccio è il metodo della decisione basata su evidenze (indicatori, informazioni, confronti, dati Invalsi sulla valutazione di sistema, percentuali sull’incidenza della spesa per l’istruzione sul PIL, ma anche sull’abbandono e sul successo formativo, ...).

Un esempio per chiarire. Un tipico argomento da contenzioso tra scuole di pensiero e componenti scolastiche divise è quello delle cosiddette "gite", poi rigorosamente diventate, ad evitare il sospetto di baldoria, "viaggi d’istruzione", altrimenti dette anche "di distruzione".

Un tempo c’erano le sezioni prestigiose, in genere corrispondenti alle prime tre lettere alfabetiche, con classi a composizione un po’ più selezionata all’origine, che facevano molte uscite e viaggi, anche all’estero, non importa se costosi (se un po’ di alunni rimanevano a casa per motivi economici, nulla vietava di approvare ugualmente il viaggio). C’erano invece le sezioni sfigate, sia per formazione di alunni meno selezionati che per consigli di classe più apprendisti e precari, che difficilmente si spostavano dalla sede scolastica.

Con l’avvento del POF (Piano Offerta Formativa) e quindi dell’inserimento dell’Istituto nel Sistema Qualità (2005), i viaggi d’istruzione, così come i laboratori con relativi progetti, non erano più lasciati al "volontariato" occasionale del singolo insegnante. In seguito a percorsi di formazione dei docenti, ad un lavoro condiviso e a decisioni collegiali spesso sofferte, venivano stabilmente inseriti in un progetto d’Istituto di offerta formativa strutturato e verificato, al quale anche l’ultimo arrivato doveva attenersi.

Ora è stata mantenuta l’autonomia scolastica della quale i progetti di cui sopra erano figli, mentre il POF ha spesso fatto la fine di una poco nota e scarsamente significativa dichiarazione d’intenti. La certificazione della Qualità poi a Cassina è stata buttata nel cestino. Perché? Difficile dirlo: forse era considerata da molti un onere più che un onore o forse semplicemente, come purtroppo accade e si suol dire, si è considerato liberatorio buttare, insieme all’acqua sporca, anche il bambino.

Ormai sembra che le "gite" non siano più una specie di prosecuzione didattica della lezione vissuta fuori dalla scuola, nonché uno stimolo alla conoscenza e alla curiosità con la ricerca di risposte ad interrogativi preparati prima. A pieno diritto sono ridiventate un fiore all’occhiello per pochi e la giustificazione raccontata tra colleghi è: chi ce lo fa fare di assumerci la responsabilità del rischio che comporta circolare con una mandria di scalmanati... mentre la scusa per tour operator e agenzie di viaggio rimaste a secco è che c’è la congiuntura economica e sono stati ridotti i compensi per le prestazioni di servizio aggiuntive o cancellata l’indennità di missione per prestazioni esterne (mai percepita, in verità, su rinuncia volontaria del collegio, vista l’entità irrisoria per il singolo...).

In sintesi finale, si è interrotta, nei viaggi d’istruzione come in altri laboratori su progetto quella circolarità tra formazione, decisione collegiale, verifica, socializzazione all’esterno dei prodotti che consentiva l’innovazione, l’arricchimento formativo e la riduzione dell’insuccesso e del tasso di abbandono scolastico.

Franca Marchesi, 27 Novembre 2013

1L'acronimo PIC significa Piano degli Interventi Comunali per il Diritto allo Studio, noto anche come Piano per il Diritto allo Studio.


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Franca Marchesi
28 Novembre 2013
La proposta di una commissione sulla Scuola