Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Scuola maestra di vita
Il decreto 104 e gli insostenibili dati della dispersione scolastica
Garantire il diritto allo studio rilanciando la qualità della scuola, la formazione dei docenti e la fruizione più ampia degli edifici scolastici è diventata una priorità nel decreto legge 104 "L’istruzione riparte". E’ necessaria anche una nuova consapevolezza di tutte le componenti della scuola: alunni, docenti, genitori e personale ausiliario.

Sembra un’espressione obsoleta, parole da libro Cuore. Eppure che dire di quei ragazzi che ogni anno abbandonano l’istruzione - iscrivendosi in quello che tecnicamente chiamano insuccesso scolastico – se non che hanno trovato nella scuola una cattiva maestra?

Già perché quando si dice insegnante si fa riferimento ad una trasmissione di contenuti da chi ha studiato e conosce la materia a chi non sa e, per conoscere, deve studiare. Parlare di maestro invece si riferisce a qualcosa di molto più profondo e complesso, cioè a una formazione ai valori, tra i quali la passione per il sapere e la motivazione allo studio; ma anche la sensibilità per la bellezza, il senso della collettività, il rispetto delle persone e delle cose...

Che cosa è andato storto allora in questi ragazzi che abbandonano gli studi, andando a nutrire quella poco nota piaga sociale detta dispersione scolastica? Che cosa ha coniugato un insuccesso personale, cioè il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, con un insuccesso istituzionale, cioè la perdita da parte della scuola di efficacia e di credibilità?

E’ lecito pensare che i due ragazzi su dieci che ogni anno non tornano sui banchi di scuola, se accolti e seguiti, avrebbero potuto forse recuperare fiducia in sé e competenze.

Marco Chiesara, presidente di Intervita Onlus, punta il dito sul dialogo tra le istituzioni, le famiglie e gli enti locali "[...] per confrontarsi sulle buone pratiche e favorire un’attenzione maggiore sul tema dell’educazione. [...] Attraverso un programma triennale ci siamo posti l’obiettivo di ridurre l’abbandono della scuola riportando sui banchi 4.000 studenti a rischio".

Per avere un’idea delle proporzioni del problema, pensiamo che nessuna agenzia, come la scuola, interessa quotidianamente il 47% degli italiani (se agli operatori e agli studenti aggiungiamo i loro genitori) e il futuro di tutti.

Possiamo poi attingere qualche cifra su quanti siano i "drop out", cioè gli italiani che "cadono fuori" dalla scuola italiana dal quadro basato su dati Bankitalia e Isfol, tracciato da Daniele Crecchi, docente di economia politica, direttore scientifico di una "Ricerca nazionale sulla dispersione scolastica" che sarà pronta nel 2014. Su 100 bambini che ogni anno iniziano gli studi ce n’è uno che non riuscirà neppure a finire la scuola primaria, cinque che si fermeranno alla licenza elementare, 32 che lasceranno dopo le medie; 17 tentano le superiori ma falliscono e altrettanti non riescono ad arrivare alla laurea. I costi della dispersione scolastica ci dicono che ammontano a 70 miliardi.

Per poter ridurre il rischio di disoccupazione, esclusione sociale, violenza e microcriminalità legati alla dispersione, gli obiettivi della strategia di Europa 2020 nel campo dell’istruzione prevedono la riduzione del tasso di abbandono scolastico al di sotto del 10%.

E’ indispensabile rilanciare dunque la scuola come luogo della crescita cioè recuperare, oltre ai contenuti disciplinari, la motivazione, il significato dello studio e la relazione educativa dentro e fuori la scuola, nelle famiglie e nei luoghi dove i ragazzi svolgono le attività sportive e ricreative.

Nel decreto "L’istruzione riparte" l’utilizzo delle strutture scolastiche oltre gli orari di lezione viene favorito nelle sue potenzialità e il Ministro ritiene che la decisione sulle attività da svolgere all’interno delle strutture scolastiche debba essere lasciata alle autorità locali: la stessa istituzione scolastica, gli enti locali, le associazioni attive sul territorio, i cittadini nell’ottica dell’educazione permanente. "L’autonomia va esercitata in concreto, decentrando le responsabilità".

Il ministro Chiara Carrozza insiste soprattutto sul ruolo istituzionale della scuola pubblica, che è quello di garantire la fruizione del servizio da parte di tutti gli studenti, a prescindere dalla loro provenienza e condizione economico-sociale. Tra le tante novità contenute nel decreto legge 104 "L’istruzione riparte" si dovrebbe vedere con favore quella sulla natura dell’aggiornamento degli insegnanti, di cui l’articolo 16, comma 1 dispone l’obbligatorietà.

Sappiamo tutti che insegnanti demotivati e poco aggiornati impoveriscono l’istruzione e la società, eppure da troppo tempo l’aggiornamento viene visto da una parte come superfluo e dall’altra come un lusso che non ci si può più permettere. E così pure sono stati spesso considerati i vari "progetti" facenti parte dell’offerta formativa scolastica: quelli, come il teatro, che oltre ad agire sulla sfera affettiva, individuano e potenziano attitudini sviluppando l’autostima, e quelli legati alle pratiche di cittadinanza attiva, destinati alla maturazione del senso civico e della dimensione collettiva.

La scuola maestra di vita è dunque un’espressione più che mai attuale.

Franca Marchesi, 30 Ottobre 2013


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Franca Marchesi
30 Ottobre 2013
Il decreto 104 L'istruzione riparte