Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Hanno deciso di starsene a casa
Cronaca triste dell'epilogo di un'Amministrazione Comunale
Che l'ultimo Consiglio Comunale fosse speciale lo si sapeva, nato per poter non lasciare in sospeso alcune questioni legate al bilancio e per non lasciar finire il mandato senza un atto politico importante sull'area Nokia-Siemens, si e' presto traformato in una resa dei conti verso la loro ex maggioranza che ha deciso di starsene a casa.

Il 26 Settembre 2013 si è consumata l’ultima seduta del nostro Consiglio Comunale. E’ stata una serata triste per tutti i cittadini di Cassina De’ Pecchi, soprattutto per quelli che avevano affidato la loro fiducia all’Amministrazione uscente. L’impressione è quella di avere assistito ad `una rappresentazione teatrale, sicuramente di genere drammatico, e allora proviamo a raccontarla in questa maniera.

Scenografia

Chi aveva predisposto sui banchi i cartelli con i nomi dei consiglieri, ha fatto la fotografia migliore di una serata surreale: tra la postazione del Segretario Comunale e quella occupata dall’unico consigliere della ex-maggioranza presente, giacevano nove sedie vuote, come vuota era quella alla sua sinistra, normalmente occupata dal Sindaco che, insieme agli altri nove membri del suo equipaggio, ha deciso di starsene a casa.

Alla sinistra del Presidente del Consiglio erano stati posizionati i cartelli con i nomi dei quattro componenti della ex maggioranza che, come il presidente stesso, hanno da tempo privato la giunta del loro sostegno.

Due di questi dissidenti, probabilmente con l’intenzione di evitare ogni accostamento alla sinistra politica, riprendono possesso delle loro abituali postazioni e, involontariamente, fanno apparire quella parte del Consiglio comunale molto simile ad un rudere diroccato.

Primo atto

Si parte con la consumazione delle vendette, una vera faida. Il Presidente deve leggere le comunicazioni inviate da chi, pur avendo deciso di starsene a casa, ha voluto lanciare i propri pubblici anatemi verso "i soltiti traditori"; si continua con la lettura di alcune comunicazioni di espulsioni dai partiti, rimozioni di cariche, formazione di un movimento politico, ufficializzazione dei nuovi gruppi consiliari, dichiarazioni, accuse, sfide e diffide incrociate.

Chiude questo primo atto l’unico consigliere fedele alla ex-maggioranza il quale legge un comunicato che accende una disputa sul diritto di utilizzo del brand "Forza Italia" e poi abbandona l’aula.

Secondo atto

Terminata la scorta dei sassi, i frombolieri ripongono le fionde ed inizia la farsa delle interrogazioni che non otterranno risposta per l’assenza degli interrogati. Accade così che uno degli argomenti più dibattuti delle ultime settimane, quello relativo al progetto delle trivellazioni, resta senza una risposta istituzionale. Non è nemmeno possibile sapere se la Cascina Colombirolo conserverà la sua struttura di edifico storico o se sia stata ormai irrimediabilmente trasformata in una moderna palazzina.

Successivamente si approva all’unanimità la mozione che richiede il vincolo di destinazione industriale dell’area Nokia, peccato che sia l’unanimità dei soli presenti e che ben nove rappresentanti eletti dai cittadini non l’abbiano sostenuta perché hanno deciso di starsene a casa.

Terzo atto

Quella che il consiglio comunale espletava in passato come una banale formalità tra gli sbadigli del pubblico, in questa serata, davvero unica, si trasforma nell’atto centrale del dramma.

Si tratta di approvare i verbali dei consigli comunali precedenti e la tempesta si scatena alla lettura di quello relativo alla seduta di giugno durante la quale è stato presentato il bilancio in prossimità dell’alba del giorno dopo.

Gli errori riportati nel verbale in merito al numero dei consiglieri presenti, sovrapposti alle polemiche relative all’esposto presentato in prefettura per denunciare presunte irregolarità commesse durante quella bollente seduta, fanno salire i toni degli interventi e scatenano la reazione piccata di viene accusato di dichiarare il falso. Dopo un acceso dibattito sulle richieste di rettifica del testo, prima respinte e poi accolte, il verbale rivisto e corretto non viene approvato perché gli unici che potevano votarlo erano coloro che hanno deciso di starsene a casa.

Quarto atto

Si apre l’atto conclusivo, non solo della serata ma dell’intera stagione fallimentare di questa Amministrazione.

Dopo che l’ordine del giorno a sostegno delle azioni contro il progetto delle trivellazioni viene approvato all’unanimità dai presenti, inizia la scena madre. E’ il momento della discussione di alcune variazioni di bilancio e, successivamente, dell’esame ed approvazione dello stato di attuazione dei programmi e del riequilibrio generale del bilancio stesso. Solitamente questo importante passo della vita dell’amministrazione comunale si apre con una dettagliata presentazione da parte dell’assessore al bilancio e degli altri assessori e del Sindaco, per le proprie deleghe di riferimento, seguite da lunghe discussioni e richieste di chiarimenti da parte delle opposizioni.

Questa sera invece no, questa è una serata diversa da quelle che si sono succedute nel periodo precedente.

Questa sera l’Assessore al Bilancio ha deciso di starsene a casa, così pure gli altri assessori ed il Sindaco; non c’è nessuna presentazione, i consiglieri seduti in aula possono solo leggere i documenti messi a loro disposizione dagli uffici competenti, che meritano un plauso per l’ottimo lavoro svolto, però non possono chiedere chiarimenti o porre obiezioni.

Un consigliere spiega al pubblico e alla stampa quanto sia importante dare un voto contrario al documento di bilancio perché, sempre secondo le sue parole, in questo modo la giunta decadrebbe automaticamente e non si correrebbe il rischio che chi ha dato le dimissioni il 9 Settembre, avendo tempo fino al 29 per ritirarle, possa avere la tentazione di cambiare idea. Non c’è il contraddittorio quindi si vota e il voto, anche questa volta all’unanimità, è contrario.

Epilogo

E’ passata la mezzanotte, anche questa volta che il dibattito non avrebbe dovuto fare dilungare oltremodo i lavori e si prevedeva di terminare molto prima del solito, è stato trovato il modo di sconfinare nel giorno successivo.

Mentre il pubblico sfolla, affiora il fastidio e l’irritazione di chi ha dovuto essere suo malgrado uno dei protagonisti della rappresentazione, non avendo avuto la possibilità di imitare chi ha deciso di starsene a casa.

Il triste spettacolo si chiude con una battuta ad effetto: "Questa volta ci sarà da divertirsi in sede giudiziaria".

Sandro Medei, 30 Settembre 2013


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Sandro Medei
30 Settembre 2013