Molto spesso chi amministra un comune e' portato a pensare che gli orti urbani abbiano prevalentemente una finalita' aggregativa, dando la possibilita' alle persone che hanno terminato la fase lavorativa della loro vita di trovarsi, stare all'aria aperta e tenersi impegnati.
Tutto vero, basti pensare alla passione con cui il Comitato di Gestione degli Orti Urbani gestisce il servizio in collaborazione con il Comune e alla cura con cui gli ortisti lavorano l'orto che gli e' stato affidato. Inoltre periodicamente presso gli Orti Urbani di Cassina vengono organizzate feste e momenti di ritrovo.
L'importanza degli urbani pero' non si limita a questo, essi hanno anche una valenza economica, ecologica e culturale. Economica perche' producendo in proprio verdura ad alta qualita' le famiglie possono risparmiare sulla spesa, ecologica perche' la produzione a chilometro zero permette di abbattere l'inquinamento prodotto dai consumi e salvagurdare la biodiversita' degli alimenti e culturale perche' permette di tramandare tecniche di produzione agricola che fino a qualche decennio fa erano una delle fonti di sostentamente della maggior parte degli italiani. Inoltre, il concentrare gli orti in un luogo, favorisce gli scambi di tecniche, sementi e prodotti degli orti.
Da qui bisogna partire per rilanciare il servizio degli orti urbani con nuove idee.
Innanzitutto bisognerebbe ripensara l'utenza degli orti, gli ortisti non devono per forza essere persone in pensione. Anche i giovani, le giovani coppie e tutti i cittadini dovrebbero avere la possibilita' di avere assegnato un orto se lo desiderano. Questo inoltre permetterebbe anche lo scambio intergenerazionale. Ovviamente per far questo e' necessario aumentare il numero degli orti, gli attuali 78 non sono gia' oggi sufficienti per soddisfare le richieste. Lo spazio c'e'.
Si dovrebbe poi dare la possibilita' a chi non ha il tempo o la voglia di lavorare un orto di acquistare la verdura prodotta a Cassina. Questo darebbe anche la possibilita' agli ortisti di vendere le eccedenze della loro produzione con un piccolo ritorno economico. Per far questo si potrebbero organizzare dei momenti di vendita presso gli orti o meglio ancora un farmers' market in cui oltre agli ortisti potrebbero trovare spazio le bancarelle degli agricoltori della zona.
Un'altra cosa che qualche comune piu' innovativo ha sperimentato e' l'orto comune. Gli ortisti o dei volontari si occupa di lavorare, oltre al proprio orto, anche un grande orto comune dove chi lo desidera puo' andare a raccogliere la verdura pagandola poi un tanto al chilo. Il ricavato potrebbe poi servire per la manutenzione degli orti o per altri piccoli miglioramenti della struttura.
- Nel cerchio rosso la zona dove si trovano gli orti urbani vista dall'alto. Il quadrato azzurro e' un tereno verde di proprieta' comunale nel quale potrebbe trovare luogo l'espansione o altre iniziative legate agli orti urbani -
Sono tante le idee che si possono mettere in campo e tante sono le esperienze di altri comuni che possono essere importate anche qui da noi. La cosa importante e' che non si ritorni indietro, che non si pensi che gli orti sono solo un passatempo come un altro, ma piuttosto una risorsa per la nostra comunita'.
Marcello Novelli, 6 Giugno 2013
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