Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Il diritto allo studio va garantito a tutti
Le scuole parrocchiali per l'infanzia sono una risorsa per la nostra comunita'
Partendo dal principio che la scuola deve essera pubblica, libera, di qualita' e aperta a tutti, qual e' la funzione delle scuole paritarie e soprattutto in che modo devono essere impiegati i soldi della comunita' per garantire il diritto allo studio? A Cassina abbiamo un piccolo esempio di un sistema che funziona.

Lo scorso 30 Aprile sul sito del Progetto è apparso un articolo sulla scuola a firma di Franca Marchesi che stimola diverse riflessioni. L’articolo affronta alcuni aspetti interessanti, soprattutto in termini di necessità di investimenti a sostegno dell’istruzione e alla formazione e si pone una domanda di non facile risposta: quale diritto deve essere sostenuto dal denaro pubblico, quello di una scuola statale pubblica oppure la libertà di scelta per le famiglie?

Il tema non è certo di quelli semplici. Per provare a dare una risposta al quesito, partiamo dall’esistente, dalla realtà odierna. Riporto, brevemente, due esempi. Il modello della scuola lombarda, quello per intenderci introdotto e fortemente sostenuto dal centrodestra formigoniano e la piccola ma significativa realtà di Cassina de Pecchi, dove esistono due scuole materne paritarie.

Dal 2001 la nostra regione riconosce una forma di sostegno alle famiglie con figli in anni scolastici attraverso la "dote scuola", introdotta da Formigoni e confermata nei criteri di elargizione dal neo Presidente Maroni. La "dote scuola" prevede diverse voci: sostegno al reddito, al merito, alle forme di disabilità e buono scuola. La componente "sostegno al merito" è riservata agli studenti meno abbienti frequentanti le scuole statali e prevede il valore ISEE pari o inferiore a 15.458 euro (dato dalla somma dei redditi e dal 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare). La componente "buono scuola" è a sostegno degli studenti che frequentano una scuola paritaria o statale che prevedono costi di iscrizione e frequenza. Per il buono scuola il criterio adottato è invece quello dell’indicatore ISEE pari o inferiore a 30 mila euro. E’ facile intuire che con il sistema "dote scuola" la stragrande maggioranza dei finanziamenti pubblici (circa 600 milioni di euro dal 2001, pari all’80% del totale) che Regione Lombardia stanzia di suo finisce nelle tasche delle famiglie che mandano i figli nelle scuole paritarie, una piccola parte, solo 5,91% degli studenti lombardi.

A Cassina de Pecchi invece sono presenti due scuole materne paritarie parrocchiali, la Don Verderio e la Don Vismara. Il comune riconosce la funzione fondamentale sul nostro territorio delle due suole con un finanziamento per l’anno scolastico 2012/13 di 49000 Euro. E’ importante sottolineare che sono ben 168 i bambini che frequentano questi istituti (fonte: Piano Diritto allo Studio 2012/2013).

A fronte di queste realtà, che in parte ci aiuta anche a trovare un’adeguata risposta al quesito iniziale, prendo in considerazione una proposta/osservazione al PGT presentata dal "Comitato Civico Cassina" sulla Scuola dell’Infanzia Don Vismara. In essa si chiede che sia il Comune a colmare il gap tra il contributo sostenuto dalle famiglie che scelgono di mandare i propri bambini in questo Istituto e quello sostenuto invece dalle famiglie che mandano i propri bambini alle scuole statali di Via Trieste e Via Grmasci. Lo scopo è quello di permettere a tutti gli abitanti della frazione di Sant’Agata di mandare i figli a una scuola "vicina" e di qualità riconosciuta.

Non so se una strada del genere possa essere intrapresa, sia per motivi economici che pratici (quanti sono i bimbi di Sant’Agata?). L’esempio di Cassina ci dice però che possono "coesistere" due realtà. Una via di mezzo tra la scuola statale, libera e aperta a tutti per definizione e la scuola privata, può essere trovata. Basterebbe ad esempio attuare una politica lungimirante e fare esattamente il contrario di quanto fatto da Regione Lombardia.

Andrea Parma, 6 Maggio 2013


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Andrea Parma
6 Maggio 2013