Partiamo dalla cittadinanza cioè dalla popolazione tutta: l’operato delle istituzioni amministrative locali deve essere rivolto, inutile dirlo, alle persone che vivono nel Comune.
I cittadini di Cassina sono tredicimila, alcuni sono residenti in paese da sempre e molti si sono trasferiti, i più per scelta residenziale alternativa rispetto a quella urbana.
Perché abbiamo scelto di venire a vivere a Cassina e di farvi crescere i nostri figli? Per l’aria migliore e gli spazi di verde libero e agricolo, per un’offerta sportiva e di tempo libero varia, all’altezza di tutte le tasche e distribuita sul territorio; per le strade meno trafficate e le dimensioni del paese abitato a misura d’uomo e di bambino; perché le scuole, come i centri sportivi, sono raggiungibili per i più a piedi. La sostenibilità ambientale e umana consente di avere degli interlocutori per ogni esigenza.
Anche se quella di Cassina è sempre stata considerata una realtà dispersiva e poco aggregante, è diventata un Paese con dei suoi valori di appartenenza rintracciabili negli oratori, nelle associazioni, nei centri sociali. Questi cittadini sceglierebbero ancora di venire a vivere nella Cassina descritta dal PGT avanzato dalla maggioranza attuale?
Chi ha scelto Cassina lo ha fatto non per manie di grandezza o perché cercasse un paese "da sogno". Un Piano degno di questo nome non può prescindere dal principio di realtà e di fattibilità, dall’attenzione ai bisogni dei cittadini e dalla considerazione delle attuali tendenze urbanistiche conservative di ogni intervento sul territorio.
Franca Marchesi, 8 Gennaio 2013
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