Vedere le immagini del terremoto in Emilia, sentire che ci sono morti in una zona ritenuta sicura dal punto di vista sismico, pensare che alla crisi economica si aggiunge un'altra crisi, ricordare il disastro che un Governo piu' interessato a farsi pubblicita' che ad alleviare le sofferenze della gente ha combinato in Abruzzo, immaginare che questo possa accadere anche a noi, alle nostre famiglie, alle aziende in cui lavoriamo, ai nostri edifici storici e artistici, riempie di tristezza e anche di un pizzico di angoscia.
Cosa possiamo fare noi di fronte all'imprevedibilita' delle catastrofi naturali?
Possiamo fare molto, possiamo mettere in moto la solidarieta' verso chi e' stato colpito da questa terribile sciagura facendo in modo che chi piu' ha condivida quello che ha con chi ha perso tutto.
La solidarieta' non e' uno slogan, non e' una parola vuota, e' piuttosto azione concreta. Cosi' come nella seconda meta' dell'ottocento in Europa e nel Nord America nascevano le Societa' di Mutuo Soccorso, create per fare in modo che le sventure del singolo fossero condivise ed alleviate da tutti, aumentando la sicurezza sociale e di conseguenza il benessere generale, anche noi dobbiamo rilanciare azioni di solidarieta' a livello nazionale, europeo e anche mondiale. Siamo convinti che tra le cause della crisi che stiamo vivendo ci sia anche l'egoismo ideologico.
Anche se il vangelo economico conservatore che ha dominato l'occidente negli ultimi vent'anni predica che ognuno deve arrangiarsi e pensare agli affari suoi, siamo convinti che solo attraverso la condivisione ci sia crescita.
Per questo proponiamo all'Amministrazione Comunale e al Consiglio Comunale tutto di promuovere un'iniziativa di solidarieta' verso le persone colpite dal terremoto nell'Emilia. La nostra proposta e' di individuare un progetto concreto e finanziarlo attraverso il bilancio comunale. Sono giorni grami questi, ma non ne usciremo mai se continuiamo a pensare solo a noi stessi.
Marcello Novelli, 30 Maggio 2012
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