Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Mal comune… nessun gaudio
Questo spettacolo indecoroso necessita' di piu' politica non di antipolitica
Ci dicevano che la corruzione, insieme all’evasione/elusione fiscale, erano le prime voci del debito pubblico italiano, ma sembrava un discorso astratto. Ora, di fronte ai fiumi quotidiani di denaro pubblico non contabilizzato ad uso e consumo familiare e familistico, si esterna quasi un senso di fastidio, una comprensione buonista verso chi ha popolato l’immaginario popolare per tanto tempo e si ritrova "a sua insaputa" complice e vittima del sistema "ladrone".

"Tirava un vento maleducato: scompigliava la piega alle signore appena uscite dal parrucchiere, faceva volare via carte e panni, scagliava ogni sorta di sporcizia su terrazzi e marciapiedi appena puliti..."

Così inizia una storia inventata che conosco, così finiscono molte storie, purtroppo vere, che vengono a galla con una frequenza esponenziale da quando, negli ultimi mesi, è saltato il sistema di coperture prima dato per scontato e infallibile.

Quando "quelli che non ce l’hanno mai contata giusta" hanno dovuto farsi da parte e lasciare spazio all’emergenza inevitabile del cambiamento d’urgenza, è successo quello che affermava l’aforisma di Oscar Wilde: "Chi dice la verità prima o poi viene scoperto".

Ecco che la retorica populista che sfrutta il risentimento sociale - quella che Rovelli chiamava "la psicopolitica del rancore" - l’arma preferita del movimento leghista che andava a riempire i vuoti lasciati dalle carenti politiche pubbliche, rivela il doppio taglio e si ritorce contro: proprio alla vigilia della VII Giornata mondiale della Famiglia che si celebrerà a Milano, subito dopo lo scandalo Boni e compagnia al Consiglio Regionale Lombardo, ecco "The Family": affonda nel Po una nave da crociera politica al cui confronto, in metafora, la Costa Concordia era un battello per dilettanti allo sbaraglio.

Che sarà mai, di fronte a fatti così epocali, la moltiplicazione delle tessere di partito del PdL a Cassina de’ Pecchi (v. Gazzetta della Martesana n.14 di lunedì scorso pag. 30) Già... una volta si moltiplicavano i pani e i pesci che adesso vengono tagliati e ridotti, mentre ci siamo specializzati nella moltiplicazione delle tessere: nessun miracolo, solo un pallido riflesso di un vecchio sistema collaudato nel ventennio nero, quando gli aerei, spostati da un aeroporto all’altro con il cambiamento del numero di matricola, illudevano il duce di avere una superflotta aerea. Così pure, si ricorderà, lo stesso sistema era applicato per le mucche nelle fattorie: "moltiplicate" per la gioia del duce e del popolo...

Se non hanno fatto abbastanza scandalo nelle ultime regionali le liste elettorali lombarde pro Formigoni con le firme false, dobbiamo forse scomporci per qualche tessera di partito in più del dovuto col "nobile fine", tra l’altro, di aumentare le entrate del partito stesso?

Di che cosa dobbiamo preoccuparci più seriamente? Del fatto che il latrocinio comune abbia sostituito il bene comune? Del fatto che l’appiattimento dei valori civili abbia reso tutti miopi o ciechi per tanti anni? Del fatto che molti pensino ancora che si stava meglio quando sembrava "tutto bene"?

Dobbiamo preoccuparci molto seriamente, credo, del fatto che c’è ancora chi pensa di trarre vantaggio dal dare la responsabilità della malattia (la crisi) alle cure aggressive messe in atto ora: questa è la via per tornare indietro, negare l’evidenza e, attraverso l’antipolitica populista e demagogica, ridare spazio alla restaurazione e al default dietro l’angolo.

Siamo cittadini, non sudditi e lo sconforto per lo spettacolo indecoroso quotidianamente offerto da casta e cosche necessita di più politica, non di antipolitica.

Franca Marchesi, 6 Aprile 2012


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Franca Marchesi
6 Aprile 2012