Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Servizi Sociali e Volontariato
Un sostegno a persone per le quali vivere e' piu' difficile
Volontariato e politiche sociali: due rotaie parallele, con tendenza a restare una rotaia sola in seguito al progressivo sgretolarsi dei servizi sociali e delle sensibilità politiche legate al welfare. Il volontariato ha pero' bisogno del supporto delle istituzione, ha bisogno di visibilita' e ha bisogno di essere messo in rete.

Al doposcuola della Caritas il ragazzino un po’ più sgamato chiede:
"Ma a te ti pagano per fare questo?".
"No, sono un volontario...".
"Ma che significa essere un volontario?".
Bella domanda! Volontario è colui che sa di stare meglio se stanno meglio anche gli altri; uno che non può, proprio non può, fare finta di niente di fronte a chi ha bisogno; uno convinto che basta accendere una luce negli occhi di un solo essere umano e tutto il mondo sarà un po’ più luminoso.

Non occorre ragionare in termini planetari e gettare sguardi distanti e distratti su remote sofferenze umane, presenti nelle nostre case attraverso i canali elettronici dell’informazione globalizzata. Basta guardare nel nostro paese, nella nostra comunità locale: ci sono bambini che hanno poco da mangiare, case col frigo vuoto; bambini che non partecipano a quello che fanno i loro compagni (gite, oratorio...) perché le famiglie non possono permetterselo; bambini che nessuno invita alle feste, che nessuno sceglie come compagni di banco o di squadra... forse non loro hanno bisogno di aiuto, ma chi sta loro vicino e non li vede ha bisogno di essere aiutato ad accorgersi di loro.

Possiamo certo trovare mille giustificazioni e barricarci dietro una protezione in materiale refrattario per evitare il contagio; possiamo quindi considerare out, fuori, estraneo chi è al di là; possiamo sicuramente fare come il sacerdote o il levita del brano evangelico del buon samaritano che videro lungo la strada un uomo a terra derubato e percosso e "passarono oltre".

Eppure in tempi non lontani, senza risalire a più di duemila anni fa, il welfare cioè la dimensione sociale della solidarietà, era considerato, con una serie di voci, tra gli indicatori più importanti del livello di civiltà di un paese.

Oggi da noi il volontariato non si limita ad arricchire e integrare la gestione pubblica dei problemi sociali, ma quasi sempre la sostituisce tout court: viene ormai accettato come cosa normale che il supporto ai non abbienti si risolva ad ogni livello completamente a carico dei cittadini, nella sanità, nell’integrazione degli stranieri, nella scuola e nel sostegno alle famiglie, mentre si discetta su che cosa è famiglia e cosa no.

Chi sono dunque i volontari? Non una massa di buonisti sui quali la società tutta, i governi centrali e quelli del territorio, si possano adagiare per non fare la loro parte e sentirsi esonerati dal fare quello che devono, a cominciare dal riconoscere, incentivare e supportare i volontari che fanno la loro perché vogliono.

Due esempi a Cassina de’ Pecchi

Corso di Italiano per Stranieri

Il corso di Italiano per stranieri - come precisa il referente del progetto Mario Pozzoni – "viene gestito e promosso dalla Cooperativa Sociale La Speranza dal 2006 e si propone di preparare gli studenti a sostenere l’esame di lingua richiesto per il permesso di soggiorno. Esso si svolge presso i locali della Cooperativa nel periodo Ottobre-Maggio per 4 ore settimanali su due turni serale o del mattino, con un corpo docente di 10 insegnanti volontari, prevalentemente ex docenti, che dedicano a questo progetto il proprio tempo e i loro saperi. Quest’anno si sono iscritti oltre 50 studenti con diversa conoscenza dell’italiano e formazione culturale perciò si sono attivati vari livelli di insegnamento. Ad essi viene richiesto solo un contributo di 20 euro per materiale didattico. Gli studenti, provenendo dai cinque continenti per un totale di 21 paesi, fanno del corso un crogiuolo di culture e saperi quanto mai interessante”.

Oltre all’apprendimento della lingua, vengono offerte ai frequentanti varie opportunità di socializzazione e integrazione, come la visita alla biblioteca civica o una serie di informazioni per indirizzarli ad avere risposte personalizzate sulle loro esigenze.

Il corso ha avuto un importante riconoscimento dall’Associazione Circoli Cooperativi Lombardi come Iniziativa Meritoria.

Doposcuola

Nel 2011 si sono celebrati i 25 anni del centro d’ascolto della Caritas cittadina Comunità Pastorale "Maria Madre della Chiesa" di Cassina de’ Pecchi, un luogo in cui le persone in difficoltà possono trovare accoglienza e ascolto; uno dei tanti servizi - quali il servizio guardaroba, la distribuzione viveri, lo sportello lavoro, il servizio protocollo, il doposcuola e altri - che operano in rete con altre agenzie del territorio per dare risposta a disagi che altrimenti si trasformerebbero in problemi drammatici per la comunità.

In particolare – racconta Laura Monacci animatrice e referente "storica" del doposcuola Il Ponte – "Il servizio per i ragazzini delle medie è al suo settimo anno di vita, quello per i bambini della primaria, Il Girotondo, è nato un anno prima. Scopo del servizio è di <>bseguire i ragazzi nello svolgimento dei compiti assegnati per casa cercando di avere particolare attenzione alle loro carenze culturali e linguistiche e alle difficoltà organizzative. L’attività si articola da Ottobre a Maggio, in Oratorio San Domenico Savio, in 2 incontri settimanali di 1.30 h. Durante l’anno scolastico la referente del servizio incontra più volte gli insegnanti e periodicamente vengono consegnate alla scuola le rilevazioni sulle presenze al doposcuola. Si cerca di fare in modo che ogni volontario segua un solo ragazzo alla volta, perché provengono da classi diverse oppure perché si evita che i ragazzi più svogliati si limitino a copiare dai compagni. Quest'anno sono attualmente 7 i ragazzi che frequentano, con una decina di volontari che si alternano".

***

Questi sono solo due esempi illustrati parzialmente per motivi di spazio, ma ce ne sono molti altri a Cassina come altrove. Questo scritto vuole allora essere anche un invito a tutti ad uscire allo scoperto e farsi conoscere, non perché i volontari abbiano bisogno di visibilità, ma il volontariato ne ha bisogno; soprattutto ha bisogno del supporto e del sostegno delle istituzioni all’azione delle quali molto spesso sopperisce.

Franca Marchesi, 25 Febbraio 2012


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Franca Marchesi
26 Gennaio 2012