Il Sindaco di Cassina de’ Pecchi, Deputato del Parlamento Italiano, ha fatto un’ennesima brutta figura in occasione delle celebrazioni da lui indette in occasione della Festa Nazionale del 17 marzo per i 150 anni della nostra Patria:
- Prima ha annunciato la sua contrarietà alla istituzione della Festa (contro il parere della maggioranza del suo Governo);
- Poi ha dichiarato che sarebbe stato in comune a lavorare (e finalmente avremmo avuto il piacere di averlo tra noi);
- Poi ha disertato la cerimonia ufficiale in Piazza Unità d’Italia facendo anche fare una pessima figura al vice-sindaco che, di fronte a qualche contestazione sulla sua assenza, ha sostenuto che il Sindaco era impegnato in Parlamento per le celebrazioni ufficiali dell’evento (cosa non vera) e poi...
- Alle 11 D’Amico è ricomparso tra di noi per introdurre una conversazione sull’identità italiana di uno “studioso del movimento cattolico in Italia”.
Per quanto tempo potremo continuare a tollerare questi atteggiamenti da saltimbanco?
La sua assenza alla cerimonia ufficiale e' un insulto a tutti i cassinesi che hanno aderito numerosi e convinti alle iniziative decise dal Consiglio Comunale.
Che maggioranza politica sta reggendo il Comune di Cassina?
Abbiamo avuto assenti alla manifestazione ufficiale il Sindaco (senza alcun motivo) e il Presidente del Consiglio Comunale (per motivi strettamente personali). Assenze che sono un segnale dell’evidente sottomissione del PdL locale alle esigenze propagandistiche della Lega e di qualche divisione anche nei rapporti interni al PdL.
Dopo tante promesse si sta evidenziando la debolezza politica e programmatica di questa maggioranza egemonizzata da una Lega senza idee, tanto che ha dovuto copiare il programma elettorale da un facsimile predisposto dagli organismi del Partito.
Sono cose che si pagano e che noi di Progetto Cassina-Sant'Agata evidenzieremo una per una nei prossimi mesi: non si può sostenere all’infinito che tutto quello che non va è colpa dell’eredità del passato.
I cittadini di Cassina debbono sapere che sono stati ingannati da tutti coloro che, in nome di un totale nuovismo, hanno condannato il paese ad una condizione di paralisi mai vista.
Giovanni Mele, 18 Marzo 2011
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