Cassina de’ Pecchi come il resto dell’Italia.
Non sappiamo ancora se nel più grande stabilimento della nostra area verrà fatto un referendum dei lavoratori per diminuire le pause, sta di fatto che l’attuale situazione dei lavoratori della Competence ex Jabil, prima ancora Nokia Siemens è drammatica. L’Azienda, di proprietà di un fondo americano che l’ha acquisita a costo zero dalla Francese Jabil, è di per se senza risorse. Non solo per pagare gli stipendi, ma addirittura pur avendo le commesse di lavorazione, non riesce a far fronte alle produzioni perché non ha fondi per pagare le materie prime.
Intanto i lavoratori rimangono in cassa integrazione. Fino a quando? Si sa solo che al momento la cassa straordinaria continua a rotazione. Gli incontri avuti a Roma presso il Ministero dello sviluppo economico ed in Regione Lombardia hanno portato a ben poco. Uno dei comparti maggiormente sviluppato nel nostro territorio, quello dell’elettronica, si è visto svuotato, depauperato di tutti i siti produttivi. La Sirti, la Telettra, ora la Nokia Siemens Jabil Competence stanno chiudendo i battenti.
Per la Nokia Siemens si parla poi di trasferimento nel centro Direzionale di Villa Pompea. Chiaro segnale che l’area non è più di interesse produttivo. Si da il via alla delocalizzazione delle produzioni all’estero ed alla progettazione in altri uffici (in locazione). Che cosa ne succederà delle migliaia di metri cubi? Chiediamo fermamente che l’area rimanga a destinazione produttiva. Anche il semplice cambiamento in area commerciale vorrebbe dire aprire le porte a Centri commerciali, nuove abitazioni e quant’altro.
Dalla primavera scorsa il Partito Democratico, insieme alle altre forze d’opposizione del nostro Comune, ha chiesto al Sindaco On. D’Amico un Consiglio comunale aperto sui problemi Nokia Siemens Competence. Ci siamo arrivati. Certo non cambia la situazione dei lavoratori, quello che vogliamo ottenere è che l’area non cambi destinazione, che rimanga produttiva. Solo così si potrà fermare una neanche palese volontà di speculazione edilizia.
Le precedenti Amministrazioni di Centro sinistra sono state accusate dall’attuale maggiorana (e non solo) di aver cementificato Cassina con l’operazione Casale. Teniamo conto che se la fabbrica dismette e si da via alla costruzione di nuove realtà abitative o commerciali la cubatura edificabile è 4 volte quella del Casale. Una situazione che sotto il profilo, della viabilità, dell’ambiente ma soprattutto dell’occupazione a Cassina, nella Provincia, nella Regione e nell’Italia di oggi non possiamo permetterci.
Marco Gusti, 18 gennaio 2011
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