Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
La manovra e negativa e insostenibile
Documento del Consiglio Nazionale dell'ANCI
L'ANCI, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, si e' riunita a Roma il 15 Luglio 2010 e ha deliberato la propria posizione verso i talgi della manovra finanziaria.

Visto che l’ANCI ha più volte giudicato negativamente il testo del decreto legge n.78/2010 perché contiene delle misure inique e non sostenibili per i Comuni e le Città metropolitane.

Ritenuto che la discussione nella Commissione Bilancio del Senato non abbia prodotto le modifiche che i Comuni e l’Associazione avevano sperato e proposto.

Considerato che i tagli ai trasferimenti erariali e l’importo della manovra a carico dei Comuni italiani produrranno effetti fortemente negativi con la necessità per molti di rivedere le quantità e la qualità dei servizi erogati ai cittadini e un forte ridimensionamento delle iniziative culturali.

Dimostrato che il Comparto dei Comuni in questi anni ha avuto un comportamento virtuoso che ha prodotto un miglioramento dei saldi del Comparto stesso che è andato ben oltre gli obiettivi fissati dalla legge.

Verificato che nello stesso periodo gli altri Comparti della PA hanno registrato un peggioramento dei loro obiettivi e dei loro fabbisogni.

Visti gli effetti straordinariamente negativi prodotti dall’attuale formulazione del patto di stabilità interno che ha costretto i Comuni a ridurre drasticamente i pagamenti alle imprese con effetti depressivi sulla capacità dei territori di contribuire al rilancio dell’economia mentre sarebbe necessario un rilancio della spesa per infrastrutture e la valorizzazione delle aree aeroportuali di rilevanza nazionale.

Ritenuto che i Comuni abbiano la necessità di avere un quadro di regole di finanza locale che li renda autonomi e responsabili nei confronti delle comunità locali e che a tal fine l’attuazione del federalismo fiscale possa essere un’occasione preziosa ed irripetibile per dotarsi di un sistema di entrate, stabile e congruo, per la gestione dei servizi e delle funzioni pubbliche di cui sono titolari.

Rilevato che la manovra non è gestibile da molte Amministrazioni locali se non con tagli consistenti alla spesa per servizi, come quella per il sociale e per l’istruzione, e che pertanto si rendono necessari dei correttivi che consentano di:

  • aumentare la percentuale dello 0,75% di residui passivi da poter saldare al di fuori dei vincoli del patto di stabilità interno;
  • spostare una parte della manovra a carico dei Comuni dall’anno 2011 agli anni successivi per poter avere un quadro delle entrate più certo così da poter raggiungere con maggiore elasticità gli obiettivi assegnati dalla legislazione vigente e continuare ad erogare servizi e realizzare infrastrutture per le comunità locali;
  • eliminare i tagli ai trasferimenti erariali ed inglobare gli effetti economici di questi tagli all’interno degli obiettivi del patto di stabilità interno di ogni singolo Comune;
  • rivedere le norme del patto di stabilità interno secondo criteri di merito e virtuosità, attribuendo ad ogni Comune l’obiettivo di raggiungere il pareggio di saldo di competenza ibrida;
  • prevedere che, ferma restando la riduzione della spesa del personale ed il blocco della contrattazione decentrata, i Comuni possano decidere autonomamente le politiche per il personale e siano riviste le norme sul turn-over del tutto inapplicabili nei piccoli Comuni
  • stralciare la parte relativa ai piccoli comuni e allo status degli amministratori locali vista la discussione sul Codice delle autonomie locali.
  • Visto il contenuto positivo dell’accordo siglato dall’Anci, dall’Upi con il Ministro Tremonti che consente da una lato, di poter avere una prospettiva di autonomia finanziaria attraverso il rafforzamento delle entrate proprie e, dall’altro, la possibilità di mitigare gli effetti quantitativi e qualitativi prodotti dal decreto legge attraverso il mantenimento di un dialogo con il Governo.

TUTTO CIO’ PREMESSO

IL CONSIGLIO NAZIONALE

Giudica negativa ed insostenibile la manovra economica ed il contenuto del decreto legge anche nella versione approvata in Commissione Bilancio al Senato, come modificata in modo limitata dal maxi emendamento del Governo, e dà mandato alla rappresentanza dell’ANCI in seno alla Conferenza Unificata di esprimere parere negativo sul DL n.78/2010.

Considera positivo l’Accordo siglato con il Governo e ne chiede l’immediata applicazione.

Chiede l’immediato avvio dei lavori preparatori per la definizione del decreto che dovrà attribuire ai Comuni una forte autonomia fiscale sui beni immobili, in modo che, entro la pausa estiva, il Governo presenti al Parlamento lo schema di decreto delegato attuativo della legge n.42/2010, anticipando l’entrata in vigore degli effetti al 2011, decreto che dovrà dare ampie garanzie sul gettito delle imposte sugli immobili da trasferire e sulle modalità di distribuzione fra i Comuni.

Ritiene altresì indispensabile che la copertura dei fabbisogni standard avvenga attraverso la fiscalizzazione dei trasferimenti statali e regionali, come quantificati nella Relazione della COPAF, attraverso l’aumento delle entrate proprie e delle compartecipazioni ai tributi erariali e regionali e dettando inoltre la disciplina relativa ai tributi propri comunali.

Chiede l’immediata apertura del tavolo di monitoraggio, stabilito nell’accordo, per la revisione del patto di stabilità interno con l’obiettivo di premiare i Comuni che assumono comportamenti virtuosi anche al fine di assorbire il taglio ai trasferimenti erariali all’interno dell’obiettivo programmatico di ogni singolo ente.

Chiede che lo stesso tavolo preveda uno slittamento temporale agli anni successivi al 2011 di una parte consistente degli oneri a carico dei Comuni.

Chiede l’applicazione dell’accordo per il definitivo trasferimento ai Comuni delle funzioni in materia di catasto senza le quali l’autonomia impositiva degli enti resterebbe un obiettivo inattuabile.

Chiede l’avvio immediato dei lavori preparatori all’individuazione dei costi e dei fabbisogni standard in modo che l’applicazione del federalismo fiscale possa poggiare su due basi fortemente innovative sia sul lato delle entrate che su quello della spesa.

Chiede l’immediata apertura del tavolo congiunto per la definizione dei criteri di merito e di virtuosità come definito nell’accordo fra 9 luglio al fine di individuare misure premianti per gli enti meglio amministrati.

Chiede che si avvii subito un tavolo di confronto sulle problematiche relative alle modifiche all’assetto ordinamentale riguardanti in particolare i piccoli Comuni e le gestioni associate, al fine di rendere coerenti all’interno della Carta delle autonomie, attraverso una revisione del testo all’esame del Parlamento, tutte le norme che ora intervengono in modo estemporaneo su queste materie, e definire quindi un quadro normativo che accompagni il processo di differenziazione della normativa per i piccoli Comuni e di attuazione delle gestioni associate obbligatorie, in modo razionale, funzionale, efficace e attuabile, evitando interventi gravemente lesivi dell’autonomia dei territori e dei Comuni e forieri di confusione amministrativa, con paradossali risultati di aumento di costi.

Chiede l’immediato insediamento della Commissione straordinaria per la verifica dei costi di funzionamento e dei “costi della politica” di tutte le pubbliche amministrazioni.

Ritiene utile ricostituire con Regioni e Province un quadro d’insieme per l’attuazione del federalismo fiscale, fermi restando i tempi diversi dei singoli provvedimenti e la data del 31 luglio per il decreto legislativo relativo al federalismo comunale.

Richiama il Governo ad un forte senso di responsabilità, affinché quanto definito nell’accordo del 9 luglio sia effettivamente realizzato per evitare di dar vita ad azioni amministrative penalizzanti per i cittadini e ad atteggiamenti eclatanti da parte degli amministratori che rischierebbero di creare un vero conflitto istituzionale fra i livelli di governo della Repubblica.

Consiglio Nazionale dell'ANCI, 15 Luglio 2010


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15 Luglio 2010