Nessun coccodrillo commemorativo da tirar fuori per piangere all’occorrenza: piangiamo subito.
Non abbiamo professionisti che hanno portato a compimento il loro rapporto di lavoro, persone che con l’impegno quotidiano di una vita si sono meritate di diventare più padrone del loro tempo e delle loro energie, ormai non più senza fondo.
Non abbiamo insegnanti che vanno in pensione: ad essere collocato a riposo è un modo di insegnare, di concepire la scuola, l’istruzione, la cultura e l’educazione delle giovani creature portatrici di futuro.
La scuola qui ed ora si trova dalla parte sbagliata, è fuori dal giro mediatico e plebiscitario imperante. La scuola non ha nessuna garanzia: inizialmente travestita coi grembiulini e altre trovate “vintage”, ora è spudoratamente mercificata, impunemente impoverita, gradualmente svuotata.
Non è bello dunque andarsene senza lo spiraglio del futuro, senza lasciarsi davanti una luce. Chi se ne va adesso lascia davanti a sé i giorni bui di quando ci si è abituati al peggio e tutto viene metabolizzato senza che si levi una protesta vera. Il depauperamento dell’istruzione, della cultura e del welfare ha generato ormai un mondo più iniquo, più egoista, in cui ciascuno tira a sopravvivere e la speranza è invisibile, in fondo a un tunnel.
Sabato 5 giugno u.s. ho visto una Giornata di Scuola Aperta esausta, con qualche isolato simulacro della ricchezza dell’offerta formativa possibile.
Allora W LA SQUOLA!
I moscerini, hanno sperimentato, imparano in qualunque situazione. Figuriamoci i ragazzini se non possono imparare in qualunque straccio di scuola che permetta di risparmiare un po’ più di soldi per la finanza cosiddetta pubblica... W LA SQUOLA!
La compresenza di due insegnanti su una classe, per il recupero e i laboratori, può essere sostituita dalla compresenza di alunni di più classi “scoperte” su un insegnante.. W LA SQUOLA!.
E’ possibile smantellare il tempo e le risorse per le uscite didattiche, cancellare gli spazi di programmazione collegiale, cestinare lo spazio di ascolto con la psicologa... W LA SQUOLA.
Gli organismi collegiali sono lì solo a convalidare lo status quo, a meno che ci sia da far riparare qualche tapparella... W LA SQUOLA!
I genitori proteggono da ogni responsabilità sé stessi e i loro bimbi, sparlando davanti a loro degli insegnanti... W LA SQUOLA!
Viene cancellato un diritto acquisito, togliendo in modo estemporaneo a una fetta di “cessanti rapporto” l’ultimo scatto di anzianità della pensione... W LA SQUOLA!
Mentre i cittadini si trasformavano in spettatori, ci siamo ritrovato precarizzato, degradato e smaltito come un rifiuto tutto ciò che costituiva l’architettura portante del sistema scolastico di qualità, come si può verificare nella lettera aperta ai genitori firmata dal collegio di maggio u.s..
EPPURE una docente di liceo classico del Machiavelli, nonché madre di due bambine, in una recente riunione pubblica ha affermato, motivandolo, che per sua esperienza la scuola di Cassina è uno spazio di eccellenza, EPPURE la biblioteca della scuola può vantare una quantità di libri e di giovani lettori a livelli impensabili anche nella biblioteca civica. EPPURE... EPPURE...
Perciò c’è ancora per tutti molto da fare.
"Teniamo un piede nella porta" prima che si chiuda del tutto e continuiamo a darci da fare per la scuola, l’istruzione, la cultura su ogni fronte possibile.
La scuola è fatta di belle persone che possono imparare anche a vivere senza recarvisi tutti i giorni, ma non possono permettere che venga impunemente portato all’estinzione un patrimonio di competenze e di progetti in grado di aprire un futuro a tanti ragazzi.
Per quanto cerchino di far diventare gli insegnanti sempre più degli “sfigati”, SIETE GRANDI!!.
Franca Marchesi, 7 Giugno 2010
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