Progetto Cassina-Sant'Agata
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Festa della Liberazione
Discorso del Vicesindaco Guido Parati alla celebrazione del 25 Aprile 2010
Parati ha tenuto il discorso di apertura delle celebrazioni per il 65-esimo anniversario della Liberazione, ecco il testo integrale del suo intervento.

Oggi 25 Aprile 2010 ci ritroviamo ancora una volta per rinnovare la memoria della lotta di RESISTENZA PARTIGIANA conclusasi il 25 Aprile 1945 con la riconquista della indipendenza del popolo italiano dall’oppressione nazi-fascista.

L’opposizione antifascista non sorse né all’improvviso né in un solo momento, ma si sviluppò progressivamente a mano a mano che prendevano corpo i caratteri aggressivi e totalitari dei regimi fascisti e, con essi, la loro disastrosa influenza sullo scenario internazionale.

Le tragiche ed infauste vicissitudini della partecipazione italiana alla 2.a guerra mondiale, intrapresa per la effimera illusione di reboanti conquiste imperialistiche, determinarono la consapevolezza che l’avvenire del paese e dell’umanità richiedevano di battere altre strade.

La disfatta militare palesò la disastrosa povertà di idee, mezzi e risorse della dittatura mussoliniana e, ancora, evidenziò come, una fallace formazione culturale e professionale delle giovani generazioni mortificava le potenzialità necessarie al progresso nei settori fondamentali del vivere civile. Fu questo che rivelò al popolo italiano la consapevolezza che solo l’abbandono di miti retoricamente vuoti poteva consentire la conquista di ideali strettamente mirati al progresso della dignità umana.

Nell'autunno del 1943 prende forma la coalizione di tutte le forze antifasciste, coalizione che sul finire dell'anno trova completamento, dapprima, con la adesione del PCI alla opzione patriottica della lotta di liberazione e poi, alla concorde manifestazione di tutti i partiti democratici di convergere nella collaborazione politica espressa dai CLN.

L’opposizione al fascismo comprende forze partitiche democratiche, forze sociali ispirate alla promozione dell’uomo che riconoscono nella potenza creatrice dell’individualità un potente motore della società, forze del mondo religioso cristiano e anche non cristiano, associazioni e movimenti, che pur non riconoscendosi in organizzazioni partitiche ispirate a precise ideologie portano avanti la volontà di realizzare un mondo nel quale la violenza e la sopraffazione (volontà di potenza, militarismo imperialista) non siano l’ideale di vita.

Questo è il mondo dal quale ha preso il via lo sviluppo di quella forma unitaria di opposizione alla dittatura che è la RESISTENZA.

In Italia, la RESISTENZA fu possibile per il fatto di avere assunto un carattere patriottico che imponeva a tutte le sue componenti come esigenza primaria la riconquista della indipendenza del popolo italiano dall’invasore come condizione indispensabile per la ricostituzione dello Stato italiano che si sarebbe dovuto dare una struttura democratica pervasa degli ideali di umanità e tolleranza a premessa della instaurazione di un ordine nazionale ed internazionale di pace.

La RESISTENZA non è un semplice fatto militare, ma è piuttosto un movimento che si presenta in forme complesse, variamente articolate, tutte tra loro interconnesse e nelle quali spicca una partecipazione collettiva di tutte le forze sociali e politiche senza dimenticare in tutto ciò l’importante ruolo delle donne, come angeli del focolare all’interno della famiglia, tenendo testa a tutte le vicissitudini della guerra dovute all’assenza degli uomini impegnati nell’ attività militare vera e propria e in moltissime occasioni partecipando attivamente a tutte le iniziative della RESISTENZA.

L’attività resistenziale si è sviluppata con forme diverse:

  • attività politica organizzativa;
  • attività politica rivolta all'acquisizione di consensi popolari (propaganda);
  • attività militare locale;
  • attività militare vera e propria (formazioni combattenti, Brigate partigiane, ecc.);
  • direzione politica esercitata da organismi collegiali interpartito a diversi livelli di competenza territoriale.

Il 25 aprile, è dunque il coronamento di una lotta multiforme che ha trasceso l'ambito puramente militare per ricollegarsi piuttosto a tutte le attività politiche che, in una forma certamente non subordinata, si allargavano a tutta la società.

In pratica, anche se in modo non formale, la caduta del regime fascista, la sconfitta dell’oppressore nazista e la contemporanea instaurazione delle strutture democratiche sono il punto terminale di un fenomeno, quello della RESISTENZA, che si presentò nell’ambito di una nuova dialettica politica consentita dall’insorgente impulso democratico che animava la nuova società: ma, il fenomeno della RESISTENZA, nei suoi aspetti più originali si perpetuò nella conquistata acquisizione di larghe forze popolari alle nuove classi dirigenti del Paese e nella redazione della Costituzione Repubblicana, i cui contenuti, ora almeno nella seconda parte, in via di parziale obsolescenza, ricalcano temi acquisiti nella lotta clandestina.

Pertanto il contributo, che la RESISTENZA in tutto il suo insieme, dalle organizzazioni politiche, sociali e militari, ha fornito al Paese è costituito dal patrimonio di idee e di strutture operative che hanno, ci auguriamo, definitivamente sepolto le ideologie nazifasciste nel limbo delle cose morte ed hanno sventato il pericolo che si realizzasse una involuzione profonda nello sviluppo nazionale: la RESISTENZA è stata anche partecipe a quel movimento internazionale che nel dopoguerra, nonostante contrasti spesso drammatici, ha propiziato il mantenimento della pace ed un decisivo progresso nella costruzione di una Europa meno disunita.

Viva la RESISTENZA, viva la PACE, viva la REPUBBLICA.

Vicesindaco Guido Parati, Cassina de’ Pecchi, 25 Aprile 2010


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Guido Parati
25 Aprile 2010