Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Chi s’accontenta gode... così così...
I risultati elettorali, la partecipazione alla politica e il bilancio comunale
Ci sono cose che non riusciamo a capire fino in fondo. Una di queste e' il buon risultato di PDL e Lega alle recenti Elezioni Regionali. Un'altra e' la scarsa partecipazione alla politica, anche a quella locale, in un momento difficile e importante come questo.

Il commento ai risultati elettorali è presto fatto, citando la nota canzone di Ligabue. Le migliori penne politologhe e i migliori opinionisti hanno già scritto e detto tutto il possibile su quest’argomento, ma alla fine il commento è quello.

E’ stato offerto qualcosa di convincente, così-così, è stata recuperata la coscienza collettiva dell’interesse comune, così-così, è stato presentato un programma alternativo di governabilità, molto così-così, Lega e Pdl hanno in comune una sola cosa: quella di avere un leader carismatico capace di sfornare soluzioni e non problemi, o almeno di produrre fede in questa capacità. Per il resto razzolano in campi e su posizioni completamente diverse.

Lega e Pdl hanno in comune una sola cosa: quella di avere un leader carismatico capace di sfornare soluzioni e non problemi, o almeno di produrre fede in questa capacità. Per il resto razzolano in campi e su posizioni completamente diverse.

Anche il tanto strombazzato “radicamento sul territorio”, cifre e fatti alla mano, è solo una trovata di marketing politico.

I principali soggetti dalla destra (il tentativo di Casini & co ci autorizza, almeno, a non chiamarli più centro-destra) hanno in comune, in più, la spregiudicatezza nel marketing politico. La più spregiudicata operazione di marketing politico del secolo è stata infatti quella messa in atto dai neo governatori del Piemonte e del Veneto, all’indomani del loro insediamento, travalicando qualunque limite imposto dal loro ruolo amministrativo. Mi riferisco naturalmente alla trovata su aborto e relativa pillola Il messaggio ben preciso (oltre a quello manifesto ad uso delle gerarchie cattoliche) è stato: noi Lega siamo un partito di governo, non importa se in realtà, su scala nazionale, abbiamo il 12% dei voti.

Senza contare che qualunque successo è stato in effetti una vittoria di Pirro, visto il comune partito dell’astensione, e che oggi ( ma non è una gran novità per chi ricorda un po’ di storia ) uno viene considerato vincente in proporzione al potere di ricatto in grado di esercitare.

Sono quindi cambiati comunque i ruoli, al di là della ragioneria dei voti; questo va letto come “dobbiamo cambiare i rapporti e tenerne conto”. Il che significa non ricominciare a comunicare concentrandosi sulle contrapposizioni, ma partendo da ciò su cui si è d’accordo; in realtà pochissimo e questo è un dato che si evidenzia da sé; ma quel pochissimo va utilizzato subito perché l’emergenza ci impone di chiederci non come cambiare il mondo, ma come conservarlo; ci impone anche urgentemente, cosa non facile, di creare con forza la “cifra” della credibilità in due precise direzioni:

  • la credibilità etica, vacillata col caso Marrazzo, con alcune cattive amministrazioni, ma anche con la bellissima vittoria di Vendola, prima ampiamente sfiduciato e delegittimato e poi sbandierato. Dobbiamo dare voce e corpo ai cosiddetti valori: molto difficult in questo momento…
  • la credibilità del “fare visibile”, non di nascosto. Nessuno sapeva le tante cose positive fatte dal governo Prodi e tanto meno qualcuno se le ricorda adesso….Dobbiamo imparare a dare visibilità al positivo: more difficult in un momento in cui la partecipazione è assente, l’informazione viene vista con sospetto e serpeggia quella che Roberto Saviano terribilmente chiama “la voglia di silenzio”.

    A livello locale, per essere colpiti dal basso profilo della partecipazione, bastava essere presenti al CC del 9 scorso.

    Ben sappiamo tutti che siamo in un momento in cui il bilancio di previsione di un comune fa veramente la differenza in vari disparati ambiti: l’edilizia, la scuola il sociale... Vorremmo poterci aspettare una partecipazione massiccia di pubblico, una presenza di supporto, di pressione, una presenza politica, in una parola.

    Tranne qualche gruppetto di soliti noti... nessuna presenza: nessuno della scuola, nessuno delle associazioni... un vuoto da eco! Questo è il dato nuovo col quale non possiamo non confrontarci e che forse fa rima con quello dell’astensione.

    I consiglieri dell’opposizione hanno fatto tutti un ottimo lavoro: interventi precisi, ben preparati, non polemici, di gran livello rispetto a quelli di presentazione dell’ attuale giunta che ha l’unico pregio, per loro, di essere monolitica e blindata.

    Un cittadino cosa avrebbe voluto trovare? Certamente si sarebbe aspettato qualche “svolta” nella vituperata edilizia e qualche apertura sul lavoro, soprattutto avrebbe voluto vedere garanzie di investimenti proprio nei settori più colpiti dai tagli/riforme ministeriali, la scuola e il “sociale”. Una scuola depauperata di 26.500 insegnanti, un sociale lasciato quasi ormai solo alle parrocchie e al volontariato generico.

    E’ emersa invece la tendenza opposta: anche il comune si farà trovare allineato a risparmiare in questi ambiti con conseguenze prevedibili. Si pensa forse che la politica della sicurezza si sostenga unicamente con qualche bel provvedimento repressivo?

    Come cittadino, vorrei essere smentita dai fatti. Temo però che questi saranno tristemente trasformati in misfatti dal fatto che nessuno è presente, nessuno sa, nessuno se ne accorge in tempo, tutti hanno altro a cui pensare.

    C’è d’altro canto l’urgenza di agire. Gli amministratori abbandonano le buone pratiche e pensano di poter fare a meno delle assemblee pubbliche di presentazione del bilancio? Precedentemente forse qualcuno ha protestato che sia accaduto così per il PIC che, mi sembra di aver capito, diventerà un pio ricordo? Agire vuol dire produrre progetti, non semplici obiettivi; Progetto significa individuazione di risorse, costi, metodi, modalità di realizzazione e modalità di socializzazione del progetto stesso fra le parti in gioco. Lo sapevamo bene...

    Prima di rimboccarci le maniche e agire, possiamo consolarci con un aforisma di Alberto Casiraghy:

    Quando i dinosauri torneranno
    sarà tutto più normale.

    Franca Marchesi, 12 Aprile 2010


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    Franca Marchesi
    12 Aprile 2010