Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Il Servizio Civile
Obiettore di coscienza presso la Caritas Ambrosiana
Il 20 Febbraio 1995 ho iniziato il Servizio Civile come obiettore di coscienza della Caritas presso una comunita' di minori a disagio. Essere in contatto tutti i giorni con bambini a cui e' stata negata l'infanzia e rubato il futuro mi ha cambiato la vita, farlo presso la Caritas mi ha dato tante opportunita' di formazione e crescita.

Abito da sempre a Cassina e sin da ragazzo ho partecipato con impegno alla vita del mio paese e mi sono interessato di politica, ma se devo far iniziare questa mia storia lo devo fare dall’anno di servizio civile come obiettore di coscienza dellanella Caritas Ambrosiana tra il 1995 e il 1996. In quell’anno sono uscito dal mio piccolo mondo, ho visto con i miei occhi quanta povertà c’è anche nella nostra ricca società. In quell’anno ho avuto delle occasioni eccezionali di formazione. Essere obiettore nella Caritas non e’ stato semplicemente svolgere un lavoro socialmente utile per evitare di dover fare il militare, è stato un percorso di crescita culturale nell’attenzione agli ultimi e ai più svantaggiati.

Il servizio civile della Caritas iniziava tre mesi prima della presa di servizio, con corsi di formazione e di orientamento per scegliere il servizio più adatto alle proprie caratteristiche, iniziava con la stesura della propria domanda di obiezione, non un copia e incolla di testi standard, ma qualcosa che racchiudesse le motivazioni di una scelta. Il servizio civile della Caritas prevedeva un ritiro di tre giorni ogni sei mesi, dove decine e decine di ragazzi si ritrovavano come comunità per condividere le proprie esperienze e per raccontare il proprio percorso di crescita. Il servizio civile della Caritas iniziava con una ricca bibliografia contenente autori come Don Primo Mazzolari, Madre Teresa di Calcutta, Don Lorenzo Milani, Martin Luther King, ma anche Che Guevara e Malcom X.

Ho prestato il mio servizio presso una piccola comunità di minori in difficoltà, ho vissuto con bambini maltrattati, ai quali non solo è stato portato via il futuro, ma anche negata l’infanzia. Forse sono riuscito a dare a quei bambini un po’ di gioia, ma è un niente se confrontato a quello che loro hanno donato a me. Ancora oggi penso che questa sia stata l’esperienza formativa più importante della mia vita.

Ho da raccontare mille storie riguardanti questa esperienza, i miei amici saranno anche stanchi di sentirle.

Dopo il servizio civile mi sono fermato altri sei mesi a lavorare in quella comunità. Ho pensato anche di mollare l’università e di intraprendere il difficile mestiere dell’educatore, ma poi ho scelto di finire gli studi e la vita mi ha portato altrove.

Marcello Novelli, 13 Marzo 2014


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Marcello Novelli
13 Marzo 2014