Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Confronto non-affronto
I partiti devono essere un aiuto, non un ostacolo
Dobbiamo ritrovare la strada per incontrarci su un Progetto per il Bene Comune dove i partiti siano presenti, ma non costituiscano un ostacolo all’andare verso l’obiettivo.

Sapevamo che

credere a Babbo Natale non è
contro Gesù Bambino
festeggiare Halloween non è
contro la Commemorazione dei Defunti
sostenere l’Evoluzione non è
contro la Creazione
essere contro l’aborto non è
contro la legge 194... e via discorrendo.

Sapevamo che erano contrapposizioni create ad "arte ideologica", superabili con la semplice informazione.

Ci furono epoche non paradisiache, ma relativamente recenti, in cui eravamo stati educati a un’interazione non violenta, alla consapevolezza che confronto non è affronto, dibattito o discussione non è contrapposizione di opinioni. Ci avevano educato cioè alla comprensione che comporta un linguaggio cordiale e gentile, a non vedere opinioni diverse come contrapposte, da non tenere in considerazione e da svalutare a ogni piè sospinto.

Si chiamavano forme di comunicazione vicine allo stile di partnership, cioè manifestazioni dell’aggressività non lesive, atti linguistici che formulino informazioni concrete, proposte, inviti, cercando di evitare l’offesa che porta inevitabilmente a guastare i rapporti.

Accadeva in contesti dove tutti avevano la possibilità di essere ugualmente protagonisti, dove erano prevalenti atteggiamenti positivi di cooperazione e negoziazione, piuttosto che di antagonismo, di competizione e prevaricazione.

Sembra ora profondamente radicata la convinzione che le contese tra i gruppi e i singoli siano processi ineluttabili, così come l’insostenibilità degli interventi sul territorio... Certo, se c’è chi interviene sempre dogmaticamente a imporre le proprie soluzioni, guardando in modo sprezzante le proposte altrui, sarà impossibile la ricerca di soluzioni alternative.

Nella soluzione di situazioni di opposizione è difficile e complesso trovare una strada comune che tenga conto delle esigenze di tutti e, come da definizione, si chiama collaborare. Come si fa?

Ci sono periodi felici in cui le buone cose "accadono", ma per lo più devono essere costruite con metodo e coerenza in modo continuato e costante. Altrimenti il senso di appartenenza e di comunità, motore della partecipazione - quello per cui il luogo è “un pezzo d’ambiente di cui ci siamo riappropriati con i sentimenti” - si sfarina e collaborare diventa solo una bella parola impraticabile.

Cassina - Sant’Agata merita invece un Progetto sovrapartitico: uno spazio dove “la linea” viene data dal Bene Comune.

Franca Marchesi, 21 dicembre 2013


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Franca Marchesi
21 Dicembre 2013