Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Vendita dei beni sequestrati alla mafia
Il futuro del paese passa attraverso la lotta alla mafia
Per dare piu' forza all'appello contro la modifica della legge sulla confisca dei beni alla mafia il gruppo consiliare del Progetto Cassina-Sant'Agata presenta una mozione perche' il Sindaco, che e' anche parlamentare, si opponga all'emendamento alla finanziaria. Non si fanno regali alla mafia in cambio di pochi spiccioli.

Il Progetto Cassina-Sant’Agata unisce la propria voce alla denuncia che molte associazione e molte amministrazioni comunali, prima fra tutte l'associazione Libera di Don Ciotti stanno in questi giorni lanciando.

Con un emendamento alla legge finanziaria – al solo scopo di fare cassa – il Senatore Maurizio Saia del PdL ha proposto che i beni sequestrati alla mafia ed alle altre associazioni criminali, non siano più ceduti ai Comuni o alle associazioni impegnate in prima linea contro la criminalità organizzata e che utilizzano questi beni per dimostrare che lo Stato c’e', ma che questi beni siano messi all’asta e venduti al miglior offerente.

Qualunque persona di buon senso può immaginare che non ci sia a Casal di Principe, o in qualunque altro comune ad alta densità criminale, nessun cittadino che sfidi il clan locale per acquistare i beni a loro sequestrati ed è quindi prevedibile che queste aste vadano deserte o più probabilmente si presenti un prestanome del clan che con pochi euro riesca a rientrare in possesso di ingenti fortune, che torneranno ad essere nelle disponibilità del clan.

Don Ciotti e la sua associazione Libera ha avanzato al governo 5 richieste che il nostro gruppo intende sostenere e proporre come mozione al Consiglio Comunale di Cassina de’ Pecchi:

  1. Istituzione di un’agenzia nazionale per i beni confiscati, così come indicato dal CNEL e dalla Commissione Parlamentare antimafia nel 2007;
  2. Un testo unico in materia di beni confiscati che elimini le contraddizioni tra le diverse leggi esistenti al riguardo;
  3. Rafforzamento degli strumenti per le indagini patrimoniali;
  4. Confisca dei beni estesa in tutta Europa (il Parlamento europeo ha stabilito lo scorso maggio che i beni confiscati negli stati membri siano destinati ad uso sociale). Decisione nata anche sulla base del lavoro svolto in Italia da Libera.
  5. Interventi mirati a rendere fruibili i beni confiscati. A tutt’oggi il 36% di questi presenta ipoteche a volte troppo onerose per gli enti locali, mentre il 30% è ancora occupato.

A queste richieste ne aggiungiamo una nostra che ci riguarda direttamente ossia che:

  • Nell'eventualita' che si presentino casi di confisca di beni nel Comune di Cassina de' Pecchi, il comune si impegna a partecipare all'asta e ad aquistare il bene confiscato per metterlo poi a disposizione della comunita'.

Gruppo Consiliare Progetto Cassina-Sant'Agata, 1 Dicembre 2009


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Marcello Novelli
1 Dicembre 2009
L'appello di Libera