Ebbene si. E’ stata vittoria. Se dovessimo fare un paragone calcistico la definiremo una vittoria netta, schiacciante. Il Sindaco D’Amico, la sua ex maggioranza e la sua ex Giunta, per la prima volta forse in quattro anni, hanno preso una batosta memorabile. Il PGT non è passato, è stato bocciato: il Consiglio Comunale di Martedì 9 Luglio ha decretato il verdetto con due giorni d’anticipo. Dopo una lunghissima seduta, in cui è successo di tutto, D’Amico e i suoi escono con le ossa rotte perchè il più importante (e unico) atto dell’Amministrazione cassinese, il PGT, non è passato.
Il Consiglio Comunale ha detto no, semplicemente. Ci siamo lasciati Martedi scorso con questa frase "se prevarrà il buon senso, se prevarranno nella discussione gli interessi e l’amore per la città, per la nostra città, allora l’esito del Consiglio Comunale sarà scontato". Ed è stato così, a tutti gli effetti. Ha prevalso il buon senso. Ha prevalso l’amore per la nostra città, che non poteva e non doveva subire un piano folle, che non serviva a Cassina e ai cassinesi. D’Amico e i suoi fedelissimi sono stati battuti sui contenuti, su ogni votazione. Tutte o quasi le osservazioni sono state accolte, con un comportamento chiaro e lineare del gruppo dei "dissidenti" della ex maggioranza. Il Sindaco D’Amico e i suoi fedelissimi hanno ricevuto il voto contrario dei loro partiti, in toto o quasi e dei loro uomini più vicini, di quella maggioranza granitica, una volta, di cui oggi non rimane più traccia.
D’Amico e i suoi fedelissimi hanno sbagliato alla grande. Nel metodo, innanzitutto. Negli interventi è stato ripetuto allo sfinimento. L’Assessore Carnieli, il Presidente del Consiglio Comunale, Enza Corbu, il capogruppo di Fratelli D’Italia Giarda, lo hanno ripetuto più e più volte: non condividiamo e non condividevamo il metodo ferreo di procedere con l’iter del PGT. D’Amico e i suoi fedelissimi hanno anche sbagliato linea di condotta. Portare in Consiglio Comunale la votazione finale del PGT in tutta fretta, quando non se ne vedeva il motivo (se non quello di chiudere la partita con largo anticipo in modo da silenziare la dissidenza interna e correre spianati verso le amministrative del prossimo anno) si è rilevata controproducente, anzi di più, disastrosa.
D’Amico e i suoi fedelissimi hanno sbagliato, più di ogni altra cosa, a non confrontarsi direttamente, se non nei momenti dovuti, con la città e i cittadini. Hanno sbagliato a credere che le scelte possono essere calate dell’alto. No, non è cosi, non lo è in questo caso. La trasparenza e la partecipazione sono essenziali, fondamentali. Il film della vittoria alle Amministrative di quattro anni fa è finito. I toni trionfalistici e la presa del Comune di Cassina, dopo tanti anni di opposizione, sono ormai un ricordo lontano. E comunque non sufficiente a giustificare la condotta fin qui dimostrata, e lo hanno detto, prima di tutti, quelli che fino ad oggi hanno condiviso tutto con questa Amministrazione in Consiglio Comunale.
Forse non sarà sufficiente questa vittoria sul PGT a mandare a casa D’Amico e i fedelissimi. Le ultime notizie, appunto, ci dicono che il Sindaco sfiduciato ha reagito con rabbia compiendo un atto non proprio da dimissionario, quello cioè di togliere le deleghe a due suoi Assessori, sui quali fino a ieri riponeva massima fiducia. Anche se non hanno più i numeri, il Sindaco e i suoi fedelissimi tireranno a campare, almeno questo è quello che ci pare di capire dai primi atti del "giorno dopo". Lo facciano, noi non ce ne preoccupiamo. Noi andiamo avanti per la nostra strada, come sempre. Una cosa è certa, il PGT, questo PGT mostruoso, è stato bocciato, con i voti determinanti del centrodestra. Ma non solo. La battaglia sul PGT è stata vinta sul campo, tra la gente. Le opposizioni, che prima di ogni altro si sono adoperate a diffondere i piani urbanistici della maggioranza. Fin dal principio, da quel 6 Agosto del 2012, in cui il Partito Democratico di Cassina de Pecchi, per primo, organizzava un incontro pubblico sugli intenti del centrodestra. Poi è arrivato tutto il resto. La raccolta firme, le discussioni infinite e appassionanti sul web, a cominciare dal gruppo facebook di Cassina, che ha avuto il pregio di diffondere il tema del PGT, la nascita del Comitato Civico Cassina. Senza tutto questo, senza la partecipazione diretta dei cittadini, la sconfitta dei piani cementificatori del centrodestra non sarebbe stata possibile. Nella mente di chi Martedì sera era tra il pubblico, intervenuto numeroso a questo storico Consiglio Comunale rimarranno, più che gli atti ufficiali, le parole, i gesti, gli sguardi, di quelli che fino a pochi mesi fa erano ben saldi alla guida del paese. E poi la compattezza, la pacatezza, la coesione delle minoranze (almeno fino a un certo punto). Facevano quasi tenerezza quei sette consiglieri di opposizione, li seduti l’uno a fianco dell'altro a tenere alta la bandiera di chi strenuamente si è battuto fino alla fine. Tenerezza, ma anche orgoglio, per sentirsi parte di quella minoranza che sul PGT ne ha fatto una questione di principio. Ieri sera (9 Luglio 2013 ndr), alla fine di tutto, un pensiero mi è passato per la mente. Non cè dubbio, non ho avuto mai dubbi, uniti si vince. Dovremmo ripetercelo più volte. Soprattutto a Cassina, non dimentichiamolo.
Andrea Parma, 10 Luglio 2013
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