|
Krugman, Paul
Un'ossessione pericolosa
Il falso mito dell'economia globale
EtasLibri
339 - Commercio internazionale
Citazioni:
Migliorare il funzionamento dell'economia americana è un compito arduo. Diventerà imposssibile se partiamo dall'idea sbagliata che il nostro problema sia essenzialmente quello della competitività internazionale. (p. 37)
Ci si aspetterebbe che tutti si rallegrassero per questo cambiamento in meglio del panorama economico globale e per il miglioramento del tenore di vita di centinaia di milioni di persone, molte delle quali sono finora vissute in condizioni di estrema povertà. Ci si asspetterebbe che tutti salutassero questo progresso e lo considerassero anche un'opportunità di business di portata epocale. Invece molti, in Occidente, stanno considerando la crescita economica del Terzo mondo come una minaccia. Anzi, il numero di coloro chee si preoccupano per questo sviluppo economico globale è in aumento, e comprende persone influenti. (p. 39)
Non si tratta solo di ristrette questioni economiche. Se l'Occidente erige barriere contro le importazioni, nell'errata convinzione che in questo modo proteggerà il suo tenore di vita, allora rischierà di guastare la promessa più bella dell'odierno sistema economico mondiale: quella dell'inizio di uno sviluppo diffuso che renda finalmente possibile un tenore di vita decente a centinaia di milioni, anzi miliardi di esseri umani. La crescita economica del Terzo mondo è un opportunità e non una minaccia. Il vero pericolo, per l'economia mondiale, consiste non nel successo del Terzo mondo, ma nel timore che suscita in noi. (p. 53)
Poiché la maggior parte della discussione sulle questioni del commercio intenazionale tra coloro che contano è contrassegnata da profonda ignoranza - ancora più profonda in quantto posa a superiore conoscenza - si deve capire che il rischio di un conflitto economico internazionale nasce non da un reale contrasto di interessi tra paesi ma da ombre e miraggi. E' l'illusione del conflitto economico, praticamente senza alcun legame con la realtà, che costituisce la vera minaccia. (p. 55)
Il punto è che tutti i mercati perfetti sono simili, ogni mercato imperfetto è imperfetto a modo suo. (p. 84)
I paesi di nuova industrializzazione dell'area del Pacifico hanno ricevuto una ricompensa per la loro estrema mobilitazione di risorse, il che non è di più di quanto la più tradizionale teoria economica ci porti ad aspettarci: se c'è un segreto nella crescita asiatica, questo è semplicemente il rinvio della gratificazione, la propensione a sacrificare la soddisfazione immediata in nome di un vantaggio futuro. E' una risposta difficile da accettare, specialmente per quegli intellettuali e commentatori politici americani che arretrano davanti ai monotoni compiti di ridurre i disavanzi e far salire il tasso di risparmio nazionale. Ma la teoria economica non è una scienza triste per volontà degli economisti; lo è perché alla fine dobbiamo sottostare alla tirannia non solo dei numeri, ma anche della logica che essi esprimono. (p. 138)
La prossima volta che qualcuno vi spaventa con i timori della competizione globale, e cerca di provarvi la sua tesi parlando di chiusure di fabbriche e di declino industriale, riflettete sul contrasto tra la vecchia Chicago e la moderrna LA e ricordate al vostro interlocutore: "Ho visto il presente, e funziona!" (p. 159)
|
Economia internazionale
Globalizzazione
Disoccupazione
Disuguaglianze economiche
Tecnologia
Data Acquisizione: 24/10/2009
Anno prima edizione: 1996
Anno stampa: 1997
Pagine: 159
Lingua: ITA
|